domenica 26 dicembre 2010

The passenger








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Uno stesso maglione di lana ma di diversi colori, jeans d'ordinanza, timberland e un cappello che è già una presentazione.

Ecco i tre passeggeri di Gioco di Donna: Leandro (anche fotografo per questo blog), Mauro, che avete già avuto modo di conoscere qui e qui , e la new entry Enrico, apprezzato performer di musical e verderamista. La location scelta è proprio il giardino (e il tetto) di casa sua, con i classici ulivi e limoni 'e Surrient'.
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Un pò di storia, come sempre: queste tre maglie di lana con l'identico scollo a barchetta, a cui se ne aggiungono una quarta verde acqua e una quinta blu, appartenevano a mio zio Jo, l'autore dei vari anelli che appaiono quasi in ogni set. Guidato da un suo senso dello stile ben preciso chiedeva a mia nonna di realizzargli questa serie di maglioni in differenti tinte.

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Nero per Enrico, lo scuro dei musicisti e della gente renoir, più un baschetto bohemièn, sobrietà d'artista insomma.

Grigio per Leandro, un Borsalino da gentiluomo in testa, preso in un negozio vintage di Roma dietro Piazza Navona, scelto proprio in compagnia di Diana.

Azzurro per Mauro, un tocco di stravaganza dato dall'accordo con il cappello arancio pallido Fendissime (linea giovane di Fendi) prestatoci dalla sorella di Enrico, che in ogni caso era troppo presa dai postumi della sbornia per poter obiettare alcunchè.
































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Stavolta ho beneficiato persino di un aiuto-fotografo, nonchè animatore e disturbatore del set; trattasi dell'Amico Raffaele, un tipaccio sgravo dalla pregiata sensibilità, ma comunque un individuo da tenere necessariamente sotto controllo viste le sue improbabili proposte di trasformazione di Gioco di Donne in una filiare di Playboy, accolte peraltro con entusiasmo dai modelli qui sopra. Bisogna avere pazienza, sorelle!

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Eccoci qui, io e l'Amico Raffaele, persi nel mistero di un obiettivo impostato sulla messa a fuoco manuale...









Enrico: Maglione di lana con scollo a barchetta nero handmade, jeans, basco

Leandro: Maglione di lana con scollo a barchetta grigio handmade, jeans Diesel, scarpe Timberland, cappello Borsalino, anello giaguaro Joseph Meo


Mauro: Maglione di lana con scollo a barchetta azzurro handmade, jeans, scarpe Timberland, cappello Fendissime


Location_: Santa Lucia, Sorrento


Ph_: Naima Amarilli


Assistente_: Amico Raffaele


Styling_: Naima Amarilli


Model_: Enrico, Leandro, Mauro


venerdì 17 dicembre 2010

Rimmel

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N:


Ripresa di un look adottato in occasione del concerto di Petrella, trombettista Jazz, all'Auditorium di Renzo; non c'è niente di meglio del rosso per ravvivare queste brumose giornate invernali e affrontare questo cielo così bianco, come diceva Pompeo, quello di Andrea Pazienza, in una spash page.
La scelta stilistica del fotografo è stata appunto quella di esaltare questo contrasto bianco-rosso, facendo diventare la mia pelle ancora più opalescente di quello che già è, ed amplificando il rosso del rossetto, del basco (da non confondersi con quello del post precente, questo qui è il cosiddetto "gatto morto", un Borsalino di camoscio che ha inaugurato la mia passione per i cappelli) ed il rosso del cardigan, realizzato ille tempore dalla mia bisnonna per mia madre.

































Cardigan di lana handmade, pantalone da vintage Les Copains, allacciate Fratelli Rossetti, basco di camoscio Borsalino, borsa e orologio con catena da vintage, anelli Joseph Meo


Location_: Sant'Agnello
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Ph_: Leandro Morelli
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Styling_: Naima Amarilli


Model_: Naima

domenica 12 dicembre 2010

Nuntereggae più








N:



Chiedete pure a Romolo, il colle su cui abito a Roma è l'Esquilino, per la precisione sto in Piazza Vittorio, detta la chinatown capitolina.


Sotto i portici si bisbiglia che questa fosse in altri tempi una zona di negozi scicchettosi, poi di mercato nero con la guerra, e infine ecco riempirsi le insegne di ideogrammi.
Ci sono un sacco di individui caratteristici in Piazza Vittorio, il pazzo furioso, il pazzo tranquillo, il trans, il barbone, il cinese albino, turchi col turbante, le romanacce veraci come la mia padrona di casa e un'intera orchestra, pare.

C'è il mercato di Piazza Vittorio, MAS, il negozio più trash della capitale, a pochi passi CasaPound, il centro sociale fascista - ebbene si, esiste un centro sociale fascista - che appiccica sempre manifesti dai contenuti estremamente opinabili, dai più prevedibili "Diari ritrovati del duce" ai più improbabili "Rivisitazione in luce destrorsa della figura di Che Guevara" - ma come!?! Eppure graficamente interessanti.

Mò ad esempio ci sono facce di D'Annunzio ovunque, qualcosa che ha a che fare con Fiume mi sembra di aver capito ("Natale di sangue" titolano i manifesti, i soliti fascistoni esagerati, lo sappiamo che tanto non vedete l'ora arrivi la vigilia per sbriciolarvi il pandoro sulla camiciola nera, stretti stretti al vostro fratellino balilla) . Comunque sia, io amo molto Gabriele e vorrei uno di quei poster ma non riesco a staccarli, Diana che è venuta a trovarmi d'altronde mi intima a non farlo, e scatta e scatta, nonostante la pessima luce, mentre ci aggiriamo tra le bancarelle allestite per l'occasione proprio sotto i portici.


Passando all'outfit invece, è la batmaglia il pezzo forte, realizzata dalla mia bisnonna con della lana Missoni, azzurra con una speziatura di rosso e giallo dentro. Il cappello me lo portò invece Zio Jo dall'Olanda, trattasi però di un Kangol made in UK, 100% pure wool con tanto di bordino di pelle, mi assicurano e rassicurano delle scritte all'interno. Tutto da completarsi con un pantalone nero elasticizzato, comodo come un fuseaux, allacciate color vino e sciarpone.

E' inverno anche in Piazza Vittorio, dolcezza.










D:

Questo fine settimana a Roma, si è prospettato al dir poco avventuriero, un vero e proprio tuffo nel passato...nel girovagare con Naima tra le bancarelle di piazza Vittori , ci siamo imbattutte in un sacco di ricordi lagati ad oggetti appartenenti alle donne chic ed eleganti degli anni 50-60, quelle grandi donne emancipate, dal gusto raffinato che davano importanza al particolare facendo diventare oggetti quotidiani delle vere e proprie opere d'arte. Oggetti, ognuno dei quali racconta la propria storia e che talvolta diventano un vero e proprio accessorio. Basti pensare infatti alle manine e spille a cuori, ai portarossetti,alle piccole pochette metalliche, ai dischetti depilatori abilmente inseriti nelle borse bauletto.....insomma tutto quello che è quotidiano diventa particolare, semplice e raffinato, indossato in qualsiasi momento e luogo.

A far da portavoce a questi oggetti, era una simpatica donna vestita anche lei dello stesso cromatismo di Naima. Indossava infatti un buffo cappello rosso che terminava con un gigantesco pois, dal quale spuntavano due lunghe treccie nere che poggiavano su in gilet celeste di paille ed infine portava dei piccoli stivaletti camosciati sempre rigorsamente con i pois svolazzanti....una piccola phocaonthas di Vittorio Emanuele che ci ha portato alla luce i rari frammenti e segreti che ogni donna porta dentro di se.









































Maglia a pipistrello handmade, pantalone Valentino, basco Kangol,
sciarpa Max&Co, scarpe allacciate Fratelli Rossetti



Location_: Piazza Vittorio, Roma


Ph_: Diana Mirone


Styling_: Diana Mirone


Model_: Naima

martedì 7 dicembre 2010

Gong-oh









N:
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Finalmente Diana torna allo styling e alla Nikon D60 che non vedeva l'ora di essere di nuovo impugnata dalle sue sapienti manine. Abbiamo trovato al Capo di Sorrento una chiesa moderna che fino ad ora avevamo ingiustamente trascurato e andando incontro il sole, che oramai cala prestissimo, abbiamo cominciato a scattare.
A farla da padrone è questo cappello che trovo fantastico, un Borsalino inizio anni '60 del viaggio di nozze di mia nonna, portato dalla impunita testa della nipote in giro per Roma specialmente quando è sera, specialmente quando non piove, specialmente quando inaugura la Gagosien, ma non solo.
Sua anche la gonna di taglio sartoriale, comodissima dico per andare in motorino - si capisce, e le scarpe.
Una menzione particolare va anche alla prediletta Missonsciarpa, presa tre anni fa a Firenze, dov'ero in compagnia di due amiche. C'erano i saldi ma sopratutto c'era "Il giuramento di Catilina" di Salvador Rosa agli Uffizi. L'ho tanto cercata e alla fine siamo diventate compari, io e la sciarpa.
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D:
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Rieccomi di nuovo in scena assieme alla mia collega, alle prese con questo nuovo servizio,
il cui protagonista come ha citato Naima in precedenza è il borsalino blu, quel tipico cappello
che divenne popolare a partire dagli anni 20-30'sino agli anni 60'.
Ma non è solamente il borsalino che ricorda i mitici anni del dopoguerrama anche i vestiti che abbiamo scelto dal guardaroba della nonna di Naima, e quindi la classica gonna a tubino a vita alta, che esalta la forma a clessidra, la fluttuante camicetta di voile a pois bianchi e nerie ed il classico scarpino da donna chiuso fino a metà collo del piede.
Insomma la tipica silouette degli anni 40-50, quella silouette raffinata ed elegante che esaltava la femminilità e la sensualità della donna .
Di questo particolare set vorrei far presente a voi lettori, una piccola chicca divertente riguardo le foto che stavamo facendo attorno alla chiesetta...Naima hai qualcosa da dire in merito al povero prete che cercava ostinatamente di tenere la porta aperta per far passare le persone mentre qualcuno voleva a tutti i costi mettere a fuoco lo sfondo della porta affinchè venisse ripresa la lavorazione??:P
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Rieccoci qui tutte e due, con la pelle candida, dimentica dell'abbronzatura estiva





Cappotto Sisley, Gonna sartoriale Giovanni Sorrentino, camicetta Zara,
incrociatina di lana, sciarpa Missoni, cappello Borsalino, scarpe Vitulli, anelli Joseph Meo
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Location_: Capo di Sorrento
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Ph_: Diana Mirone
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Styling_: Diana Mirone
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Model_: Naima