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domenica 3 ottobre 2010

Summer Cannibals









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Dovunque ci si trovi, con qualunque mise lo si abbini, il tricorno è votato ad evocare storie e invocare l'avventura.
Il fotografo è ancora Leandro come per lo shooting "A che servono gli dei" , la luce non ci ha certo favoriti per la qualità delle foto, ma la location era talmente ricca di oggetti e suggestioni che sarebbe stato un peccato lasciarsi sfuggire questi scatti.
Il posto è una specie di Isola del Tesoro a Massalubrense, dove non a caso abita il fin troppo citato Joseph Meo , che presto figurerà in questo blog come icona stile. E' lui l'autore, oltre che dell'anello di legno e di quello platessa d'argento, anche dello scorfano di legno, del fucile e del piatto a polpo. Da lui c'è tutto quello che può servire a un corsaro per mare e per terra.









Per quanto riguarda l'outfit, la storia del tricorno potete leggerla qui , la gonna era di mia madre, infatti è tipicamente anni '80 '90 come quelli che i disegnatori pigri ancora mettono addosso alle supereroine o ai personaggi femminili quando vogliono farle mezze nude, cioè sempre, specialmente quando si chinano a raccogliere da terra un indizio misterioso. Il contrasto però tra la femminilità della gonna e il resto della mise in perfetto stile pirata era divertente.
L'orecchino me lo sono fatto da me. E' un tappo della birra la cui parte interna ho dipinto di rosso.






















































Tricorno Bruno Pieroni, gonna Atos Lombardini, canotta a righe di jersey Strenesse blue, giacca Iron, scarpe inglesi allacciate Ugo Rossetti, anello di legno e anello platessa Joseph Meo

Location_: Castagneto Lubrense, Massalubrense
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Ph_: Leandro Morelli
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Styling_: Naima Amarilli
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Model_: Naima

giovedì 23 settembre 2010

Shiver my timbers


Soundtrack: Shiver my timbers- Hans Zimmer







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Tornata a Roma, il mio primo pensiero è stato trovare il tricorno che mi era apparso in sogno.

Inizialmente avevo in mente di cercarlo in qualche mercato tipo Porta Portese, sperando in un originale, d'altronde che mentula se ne faranno di tutti quei cappelli indiavolati nel corso dei secoli? Poi una sera sulla costiera amalfitana un vero pirata come mio zio Jo mi suggerisce di cercare in qualche sartoria teatrale, e così faccio.
Dopo averne girate molte finalmente arrivo, verso ora di pranzo, sulla soglia del meraviglioso Laboratorio Pieroni, un posto magico dove si realizzano i cappelli per le più grandi produzioni cinematografiche e teatrali, mantenedo però un riserbo e una gentilezza da bottega artigiana.
Il mio tricorno è lì ad aspettarmi, un pò ammaccato e impolverato ma capirai, tanto ripasserò tra qualche giorno aspettando che gli facciano la cura di vitamine.
E' un modello da uomo che viene direttamente dal set dei Pirati dei Caraibi, per il quale il Laboratorio Pieroni ha realizzato tutti i copricapi. Keith Richards approva da sotto una falda superba, in una foto en passant appesa in un angolino.






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Ogni cappello racchiude già in sè una personalità.
Per cominciare a fare amicizia con il tricorno, io e Tiziano, intendo Tiziano Cocciò, abbiamo scelto come set la Basilica di San Paolo, la più esotica delle Basiliche di Roma, con i suoi palmizi e i suoi tesori, le sue decorazioni dorate e mosaici di viti e i pavoni. Per la verità il cappello rimesso in sesto e sulla mia testolina è molto più ampio di quanto avessi immaginato, quindi è meno pret à porter di quanto desiderassi, ma non importa.
Non ci siamo potuti esprimere al massimo perchè uno sbirro ci ha impedito di sfruttare per i nostri ipotetici loschi fini il buon nome della Basilica e di San Paolo, che tra l'altro io ricordo come un grande maschilista quindi figuriamoci...







































Tricorno Bruno Pieroni, cardigan Mango, vestitino seta e cotone,
scarpe Ramirez, anelli Joseph Meo
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Location_: Basilica di San Paolo, Roma
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Ph_: Tiziano Cocciò
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Styling_: Naima Amarilli
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Model_: Naima




venerdì 17 settembre 2010

Icone di stile: Il tricorno di Gulliveriana

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Di sicuro il tricorno settecentesco non è un cappello che si vede in giro spesso, se non in qualche film in costume e in qualche fumetto.


In "Gulliveriana" di Milo Manara lo indossa un'avvenente ragazzuola, tratteggiata come sempre dal sapiente tratto del maestro.



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In materia di film questo splendido cappello viene declinato sia in versione piratesca, come in Pirati dei caraibi, l'unica pellicola di questo genere che appartenga veramente alla mia generazione...




















... sia in versione "cappa e spada", come in Cartouche, con Claudia Cardinale e Jean Paul Belmondo, oppure versione rivoluzione francese, come Marie Antoinette, o napoletana come ne Il resto di niente.

Insomma, bel periodo il settecento










Vedrete prossimamente che remix... su Gioco di Donne!